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In allegato il documento prodotto dal Presidente Generale dott. Mario Trombetta
Relazione Annuale 2006 Una premessa
L’anno “verniano” associativo, ottobre 2005 – ottobre 2006, è stato denso di avvenimenti di grande rilievo.
Primo, in assoluto, l’evento del Capitolo Generale delle nostre Suore. Esso ha avuto la sua celebrazione e conclusione nel mese di luglio 2006 ma ha richiesto precedenti periodi di verifica all’interno della Congregazione ed incontri solenni a livello di “Capitoli Provinciali”. Dal Capitolo sono emersi programmi per il futuro dell’Istituto religioso e sono stati eletti i nuovi vertici preposti alla sua guida per i prossimi sei anni. Data l’importanza di questi fatti, che, naturalmente hanno avuto risonanza sui “Laici Verniani,” ritorneremo più volte su questo evento, guidato senza dubbio dallo Spirito, patrocinato dall’Immacolata Concezione e benedetto da Madre Antonia Maria Verna. Ci preme, al momento, rivolgere un sentito benvenuto ed una preghiera augurale alla nuova Madre, Suor Palma, alla Vicaria, Suor Anna Francesca, alle Consigliere Generali, Suor Salome, Suor Giuseppina Piera, Suor Giovanna ed all’Economa Generale, Suor Chiara. Grandi sono, parimenti, il nostro ringraziamento e la nostra gratitudine per il Consiglio uscente. Madre Grazia, Suor Giuseppina Maria, Suor Liviana, Suor Adriana e Suor Giuseppina Piera hanno, tra l’altro, incoraggiato la nascita e promosso lo sviluppo dell’Associazione Laici Verniani. Merito del loro appoggio e della loro richiesta se la Chiesa ha accolto, con il Decreto della CPIVCESVA del 18 maggio 2004, il nostro Statuto associativo ed ha dichiarato che la nostra Associazione è “un’opera propria dell’Istituto e come tale deve essere riconosciuta da tutti.” Ora questa gratitudine vuole trasformarsi in una nostra vicinanza concreta alle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, intessuta di preghiera e crescita spirituale e vissuta con le opere e l’esempio.
Metodo proposto per la Relazione annuale.
La “Relazione annuale alla Superiora Generale sull’andamento dell’Associazione”, prevista dallo Statuto associativo dei Laici Verniani (St.Art.22), si propone di seguire il percorso, insieme individuato e condiviso con Madre Grazia, nel Consiglio Generale del 20 febbraio 2004 , che prevede di articolare l’ esposizione seguendo, sia pure con una certa flessibilità, la medesima struttura dei capitoli fondamentali dello Statuto stesso. Anche Madre Palma nel recente incontro informale a Roma (23 settembre scorso) ha optato per questa soluzione. Verranno quindi affrontati i temi della “finalità e natura dell’Associazione”, del “governo dell’Associazione”, della “vita dell’Associazione” e quello del “collegamento con le Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea”. Saranno, infine, esaminati i punti di forza e di debolezza (luci e ombre) riscontrati nel passato anno e negli ultimi anni.
Finalità e natura dell’Associazione
I primi tre articoli dello Statuto costituiscono la summa spirituale, la “testata d’angolo” sulla quale si regge l’edificio dei “Laici Verniani”. Nelle due precedenti relazioni questi erano stati ampiamente commentati, come pure si era studiato ogni passo del Decreto, rilasciato dalla “Congregatio pro Institutis Vitae Consecratae et Societatibus Vitae Apostolicae”, sopra citato, accolto con emozione e come dono dello Spirito, dalle tre componenti della Famiglia Verniana (Suore, Laici e Missionarie di Carità) nel 2004. Non pare tuttavia eccessivo né ripetitivo ricordare ancora una volta i primi due capoversi del Decreto: “…è un’associazione di fedeli che desiderano condividere il carisma trasmesso da Madre Antonia Maria Verna alle sue figlie adattandolo allo stato di vita dei membri”. “Sensibili all’appello della Chiesa, pur rimanendo nel secolo, i membri dell’Associazione Laici Verniani condividono l’ideale, lo spirito e la missione apostolica dell’Istituto delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea”. Attenzione va riposta anche nel terzo periodo del citato Decreto:
“Questa Congregazione per gli Istituti di vita consacrata...dichiara che la suddetta Associazione è un’opera propria dell’Istituto e come tale deve essere riconosciuta da tutti.”
Dalla “nostra” Fondatrice, per diretta trasmissione dalle “nostre” Suore, ereditiamo quindi il grande carisma della Carità e ci impegniamo a condividerne lo spirito e la missione. Di più: siamo “emanazione” dell’Istituto, pur mantenendo lo stato di laici, pur “vivendo nel secolo”. Molti punti del nostro Statuto, e non solo i primi tre, ricordano questo status. Piace ricordare, a tal proposito, l’Art.14: “ I membri sono chiamati ad operare particolarmente nell’ambito della presenza delle Suore di Ivrea e in collaborazione con esse, negli ospedali, nelle scuole, nelle parrocchie, in terra di missione ed in altre realtà presenti nel territorio…” Ed ecco, mirabilmente compendiate, la finalità e la natura dell’Associazione. Sta a noi dare una concreta e fattiva risposta. Sta a noi, sia pure con tutte le nostre debolezze, sapere mantenere “la promessa” che i laici verniani proferiscono per la prima volta, o rinnovano ogni anno, nella festa dell’Immacolata Concezione. Tali intendimenti sono, peraltro, in piena sintonia con il magistero ecclesiastico e le speranze della Chiesa postconciliare e trovano voce negli scritti del Santo Padre quali, ad esempio, “Christifideles laici”, “Lumen gentium”,”Apostolicam Actuositatem” e “ Vita consecrata”.
Il governo dell’Associazione 1. Il Consiglio Generale. Nel periodo ottobre 2005 – ottobre 2006 il Consiglio si è riunito due volte a Roma, presso la Casa Generalizia. Nel primo caso, 8 ottobre 2005, si è data relazione della visita ai cinque Gruppi Locali argentini effettuata da una delegazione di verniani italiani, in occasione del V° incontro regionale di Buenos Aires. Altri temi di rilievo discussi in tale Consiglio sono stati:
Nel secondo Consiglio, 19 novembre 2005, si è perfezionata l’organizzazione della “formazione dei formatori” sopra citata ed inoltre sono stati affrontati temi quali:
In questo periodo sono state prese anche due delibere, previo contatto scritto con i Consiglieri e risposta parimenti scritta dei medesimi (tenute agli atti) e stampate sul libro delle Assemblee e del Consiglio:
Nel 2007 il Consiglio Generale sarà convocato per il 13 gennaio con un nutrito ordine del giorno. Sarà un momento importante perché conosceremo la nuova Madre, la sua Vicaria e le nuove Consigliere Generali. Oltre ad altri argomenti,verranno gettate anche le basi per una “verifica” del quadriennio di gestione del nostro Consiglio uscente e si programmeranno sia l’ incontro formativo che l’Assemblea Generale elettiva che si terranno contemporaneamente a Roma all’inizio del 2008.
2. Le Regioni Verniane: strutture, collegamenti e linee spirituali. 2.1. Strutture. Le Regioni Verniane, così come determinate (St.Art.4.2) nel Consiglio Generale del 18 ottobre 2003, sono, come precedentemente detto, variate e sono diventate dieci, delle quali quattro italiane (Piemonte, Lombardia –Emilia, Campania – Lazio – Calabria e Puglia – Abruzzo) e sei estere (Kenya, Tanzania, Argentina, Libano, Stati Uniti e Svizzera). Tutte hanno nominato i loro organi direttivi (St. Art.4.1 e 4.2), così come anche riportato sul nostro sito Internet.
Entro fine 2006, tuttavia, i responsabili delle Regioni e dei Gruppi Locali, eletti nell’ultimo trimestre 2003, lasceranno la loro carica e si dovrà procedere a nuove elezioni (St. Art 4.1 e 4.2). A questo proposito è stata inviata, per rispondere ai vari quesiti pervenuti, una circolare ( Allegato 1) con alcuni consigli scaturiti dall’approfondimento dello Statuto stesso. Quasi tutte le Regioni sono interessate e quasi tutti i Gruppi, tranne la Svizzera e gli Stati Uniti, nate recentemente, e Puglia – Abruzzo che ha nominato il Presidente ed il nuovo Consiglio il 2 aprile 2005. Come tradizione vengono allegati alla presente relazione le sintesi, con i commenti all’anno trascorso, dei singoli Presidenti Regionali.(Allegati da 2 a 8). Mancano, al momento, la relazione della Svizzera (che solo in questi giorni sta nominando i suoi responsabili) e quelle del Kenya e della Tanzania, per difficoltà di collegamenti. Queste ultime due, che ci risultano “essere in viaggio”, verranno inviate a parte non appena disponibili.
2.2. Collegamenti.
E’ proseguito il perfezionamento delle comunicazioni, in tempo reale, tra il Presidente, i membri del Consiglio Generale ed i responsabili delle singole Regioni. Si sono estesi i collegamenti, per quanto concerne le notizie di carattere generale, anche ai Presidenti Locali ed ai laici in possesso di mail. In alcuni casi, per problemi inerenti tutta la Famiglia Verniana (ad esempio i gravi fatti di Libia, la guerra in Libano, alcune richieste di aiuto e preghiera), il contatto viene esteso anche alle comunità delle nostre Suore, in Italia ed all’estero, ed alle Missionarie di Carità (in questo ultimo caso tramite mail alla loro Presidente, Luciana Tomasini).
Questo ci ha permesso di “vivere insieme”, di essere veramente “famiglia” e di condividere la sofferenza delle nostre Suore e dei Laici più esposti e più a rischio in terra di missione.
Infine,tramite il sito (www.laiciverniani.net), visitato da più di 4700 persone dalla sua nascita al momento in cui si scrive, vengono riportati tutti i principali documenti associativi, gli avvisi e le relazioni degli incontri e persino fotografie ed eventi riguardanti l’Associazione. Nel sito, curato personalmente dal Consigliere Emilio Borella, vi è il collegamento diretto (link) con quello della nostre Suore d’Ivrea, con il mensile SCIC e con altri siti cattolici.
Ancora problemi, tuttavia, si riscontrano nei contatti con le nostre missioni africane in Kenya e Tanzania: le zone desertiche nelle quali sono ubicate e la carenza di linee telefoniche, in alcuni casi, rendono impossibile il collegamento internet. Funziona temporaneamente con il Presidente Regionale tanzano (di Kawe vicino a Dar Es Salaam), tuttavia, il sistema degli sms sul telefono cellulare.
2.3. Linee spirituali.
Come ogni anno dalla nascita dell’Associazione, per il periodo 2005 – 2006, la Madre Generale aveva fornito alcune linee (St.Art 21) che avrebbero dovuto essere approfondite ed avrebbero costituito alimento spirituale di tutti i Laici Verniani.
Le ricordiamo in modo sintetico:
1) Il fedele laico e la sua spiritualità di fronte alle sfide del nostro tempo.
Tale argomento, che avrebbe anche dovuto essere trattato anche dai Presidenti dei Laici e delle Missionarie di Carità, sia ai Capitoli Provinciali che al Capitolo Generale, si sarebbe potuto approfondire con l’aiuto del “Compendio della dottrina sociale della Chiesa” – Libreria Editrice Vaticana - 2004.
2) Meditazione sul nostro Statuto ed approfondimento dello stesso, in particolare, su temi quali:
Capitolo I – Finalità e natura dell’Associazione Capitolo IV – Vita dell’ Associazione Capitolo VI – Collegamento con le SCIC d’Ivrea.
3) La vita e le opere di Madre Antonia attraverso le sue lettere o la sua biografia (Vallosio).
Una variazione era prevista per le Regioni Kenya e Tanzania che avrebbero proseguito sui temi di catechesi già avviati, previo accordo con la Superiora Provinciale dell’Africa..
In alcuni casi, infatti, le linee sono state integrate ed adeguate alla realtà locale.
In Libano, ad esempio, sono stati trattati, oltre al Vangelo di Luca ed ad alcuni testi dell’Antico e Nuovo Testamento, anche temi sulla pace, dal titolo “Quale pace vogliamo”.
In Campania – Lazio – Calabria le linee sono state integrate con il commento delle Sacre Scritture, con l’analisi di alcuni punti dello Statuto e con le “Lettera agli Ebrei” e “Lettere a Tito e Timoteo”.
In Puglia – Abruzzo, oltre alle linee sopra citate, si è approfondito lo scritto di S.E. Mons. Velasio de Paolis “Il senso di appartenenza ad una Associazione”.
Per il prossimo anno, le nuove linee spirituali previste e suggerite da Madre Palma, saranno:
· “La luce della famiglia illumina la notte del mondo”. Questo tema è molto caro al Santo Pontefice , che ha iniziato a trattarlo nel V° Convegno mondiale di Valencia e nel “Deus Caritas est”. · Vita ed opere di Madre Antonia o, in alternativa, gli scritti.
Negli Stati Uniti, i laici di Mount Pleasant (Pensylvania), come in altri gruppi nuovi, ravvisano l’esigenza di proseguire nell’ analisi dello Statuto societario. Father Mark , loro padre spirituale, li seguirà in questo percorso e Suor Donatella farà meglio conoscere vita e opere di Madre Antonia.
Il pensiero, la storia o gli scritti della nostra Fondatrice non possono non essere una nostra costante formativa.
2.4. Gli incontri regionali.
Ogni anno, come si può notare dalle relazioni allegate dei Presidenti Regionali, si hanno almeno due o tre assemblee di tutti i laici dei Gruppi Locali (anche cinque o sei nel caso di Piemonte e Lombardia – Emilia).
In alcuni casi la sede dell’incontro varia ed avviene, a rotazione, presso quella di un Gruppo Locale (Piemonte, Argentina) in altri casi l’Assemblea è tenuta sempre nello stesso luogo (Lombardia – Emilia a Copreno, Puglia a Bari e a Lecce a seconda che si tratti di Puglia Nord o Sud, etc).
Questi incontri, che avvengono non solo in luoghi dove le distanze sono più accessibili, ma anche in Kenya, Tanzania, Argentina e Puglia-Abruzzo, dove esistono problemi legati ai molti chilometri da percorrere, sono una vera “manna spirituale” per i verniani e permettono scambi di idee oltre che sinergie nello svolgimento dei progetti di carità.
Solitamente al mattino un religioso tratta un tema legato alle linee spirituali dell’anno in corso e si termina con la celebrazione della santa messa. Nel pomeriggio una delle nostre Suore intrattiene con una conferenza sulla vita o gli scritti di Madre Antonia e si termina con un “momento associativo”, nel quale si affrontano problemi più tipicamente organizzativi, ed i Vespri.
Come già anche sostenuto nel passato anno, si sta diffondendo una “cultura Regionale”, ed associativa, che supera le barriere dei Gruppi Locali, nella consapevolezza di essere davvero Famiglia Verniana.
Vita dell’ Associazione
3.1. La “promessa di fedeltà” dei Laici Verniani.
Uno dei momenti topici dell’anno è indubbiamente “la promessa di fedeltà”, sia nuova o sia rinnovata, che si proferisce l’ 8 dicembre, festa dell’Immacolata Concezione. Oltre all’emozione che la solennità di questo momento presenta, è stupefacente pensare che, contemporaneamente, fusi orari a parte, la Famiglia Verniana si unisce, in un legame invisibile e spirituale, in svariate nazioni di diversi continenti!
Mentre le nostre sorelle rinnovano i loro voti, i membri dell’Associazione “rinnovano la loro promessa” o “promettono” per la prima volta, nella stessa cerimonia liturgica, così come richiesto in uno dei punti più salienti dello Statuto: “…possibilmente durante una liturgia, preferibilmente in una casa religiosa delle suore”. (St.Art.9). Promettono, “…dopo adeguata formazione” di “realizzare. lo scopo dell’Associazione e di osservarne lo Statuto”.
La formula della promessa è scarna ma ricca di forti spunti spirituali e racchiude ,nella sua sintesi, il ”…rinnovo delle promesse della consacrazione battesimale….l’osservare fedelmente lo Statuto….sul modello di Madre Antonia vivere la spiritualità propria della Congregazione secondo la condizione laicale…in comunione con le Suore e le Missionarie di Carità offrire il contributo al loro impegno apostolico nell’evangelizzazione e nel servizio di carità, “massime ai poveri”.
Queste parole sono scritte e proferite in italiano, spagnolo, inglese e swahili.
Dal 20 settembre 2003, data che segna l’inizio della nostra Associazione, questo è il quarto anno nel quale i Laici Verniani “promettono”.
Dalle relazioni regionali si legge che per la prima volta, dopo un periodo di formazione durato circa due anni, quest’anno proferiranno la loro prima promessa i componenti dei due Gruppi argentini di La Paz e Punta de Agua.
Per la Regione Verniana Campania – Lazio – Calabria, il Gruppo di Isola di Capo Rizzato, già numeroso, dovrebbe avere altre copiose promesse (cinque nuove coppie), il Gruppo di Santa Maria Capua Vetere vedrà la promessa di altre due coppie, mentre il Gruppo di Acerra, pur avendo nuovi aderenti, non riesce al momento a divenire “autonomo”, rispettando i dettami dello Statuto, e rimane ancora unito a quello di Napoli, al quale è appoggiato ai fini della formazione.
3.2. I programmi
Nella prima Relazione alla Superiora Generale erano state delineate le principali linee sulle quali sviluppare concretamente un programma associativo nel quadriennio 2004 – 2007 (periodo di durata in carica del Consiglio Generale).
E’ bene rivisitare quei capitoli che allora avevamo definito quasi “un decalogo” di intendimenti basilari per il futuro dell’Associazione Laici Verniani.
Gli obiettivi associativi si possono così riassumere:
Diffusione ed approfondita conoscenza dello Statuto, condivisione delle linee spirituali annualmente suggerite dalla Madre, forte impulso alla formazione spirituale, crescita costante nel carisma della carità, spiccato spirito di appartenenza associativa, sviluppo ed ampliamento dell’Associazione, realizzazione di una efficiente rete di collegamenti, capacità di autofinanziamento e armonica collaborazione tra le tre componenti della Famiglia Verniana, preghiera costante, sostegno ed impulso nel processo di beatificazione della Fondatrice, costituiscono le linee fondamentali sulle quali sviluppare l’Associazione Laici Verniani.
1) Statuto: diffusione, analisi e commento del medesimo, presso tutte le comunità laiche.
Lo Statuto è stato tradotto in spagnolo (dai verniani argentini) ed in inglese (dalla Presidente Regionale degli Stati Uniti) con la correzione e supervisione delle Suore locali.
La copia in lingua inglese è stata diffusa e commentata dal Presidente nella sua visita in Kenya e Tanzania già nel luglio 2004. Risulta che ora si stia traducendo anche in swahili.
Ogni Gruppo locale di nuova costituzione ha, come primo compito, lo studio e l’analisi approfondita del medesimo. Così è previsto, ad esempio, per il Gruppo statunitense di Mount Pleasant per il periodo 2006 – 2007, come per quelli argentini di La Paz e Punta de Agua.
Si ritiene, in ogni caso, che i contenuti più significativi del documento debbano essere sempre più approfonditi: anche la Regione Lombardia – Emilia ha in programma , per l’anno in corso, una serie di lezioni che verranno tenute a Copreno da Suor Maria Giuseppina.
In Italia è stata tenuta dal Presidente Generale ad Andrate, nella riunione dei formatori, una conferenza dal titolo: “Il nostro Statuto, una lezione di amore”. Individuate le varie forme di amore, contenute negli articoli dello stesso (Verso Dio, Sua Madre, la Fondatrice ed il suo carisma, il prossimo e le nostre Suore) si è data una lettura “trasversale” del medesimo. Tale tema è stato riproposto anche a Roma in occasione di due incontri annuali delle Superiore.
2) Linee spirituali: fedele e costante sviluppo in ambito Regionale e Locale, delle linee concordate con la Superiora Generale ed il suo Consiglio( St.Art.4.4,8.2,2.1).
Le linee spirituali, di cui trattato al punto 2.3, sono uno dei cardini sui quali si basa il programma di formazione dei Laici Verniani.
Ogni anno (a partire dal 2003), verso fine agosto, il Presidente si incontra con la Madre e riceve, dopo discussione ed approfondimenti, i temi sui quali impostare la formazione spirituale per l’anno successivo.
“Metodologicamente”, le linee spirituali vengono subito indirizzate dal Presidente a tutti i Responsabili Regionali e, da questi, a cascata, ai Presidenti dei Gruppi Locali. Vengono così, infine, stilati i calendari degli incontri di formazione per il periodo che segue.
Madre Palma, ritenendo fondamentale questo processo formativo, ha consigliato di anticiparne i contenuti ed i tempi di programmazione già a fine maggio – giugno di ogni anno.
3) Formazione: promozione, continua nel tempo, ispirata dalla Curia Generalizia, di attività di formazione spirituale e di apostolato (St.Art 8.3 e 21).
Questa attività, strettamente collegata alla precedente, è considerata strategica e funzionale alla crescita associativa.
Fin dall’inizio si è curata la “formazione dei formatori”. “Formatori” sono considerati, in senso lato, i quadri associativi (Consiglieri Generali e Regionali, Presidenti Regionali e Responsabili dei Gruppi locali) ma potrebbero essere anche verniani con spiccata attitudine all’insegnamento ed alla catechesi, che già collaborano con le parrocchie.
Fin dall’inizio del 2004, normalmente nel mese di gennaio, si sono tenuti incontri in tal senso: due a Roma ed uno ad Andrate. A questi simposi hanno partecipato relatori di notevole livello (S.E Mons Velasio de Paolis, Padre Majorano, Don Giuseppe Pelizza ed altri) oltre ad alcune nostre Suore, venute da comunità lontane, alla Madre ed alcune Consigliere Generali.
I “formatori” avrebbero dovuto, a loro volta, “portare” nelle rispettive Regioni e nelle realtà locali quanto appreso dai relatori in questi incontri. Questo sembra essere ancora l’anello debole della catena. E’ spesso complesso riassumere e sapere trasferire ai nostri amici rimasti a casa, quanto appreso, i contenuti, la profondità degli interventi e, soprattutto, l’enfasi e l’amore cristiano con i quali sono sottolineati certi concetti.
Non ci siamo scoraggiati: abbiamo iniziato a registrare completamente gli interventi ed a proporre una sintesi scritta di tutte le relazioni per aiutare i nostri formatori nell’opera di trasmissione di quanto appreso agli altri Laici Verniani delle diverse comunità.
4) Carità:i membri si propongono di dare il proprio contributo all’impegno apostolico delle Suore nel servizio di carità e di evangelizzazione. (St.Art. 1).
Il carisma ereditato da Madre Antonia Maria Verna, in accordo con San Paolo, è il più bello ed il migliore delle tre virtù:Fede, Speranza e Carità.
E’ naturale che l’Associazione ne faccia una priorità ed una bandiera.
Carità - lo aveva certamente già bene in mente Madre Antonia, nella modernità del suo pensiero - non riveste solo l’aspetto di aiuto operativo ed economico “ai più bisognosi” ed agli ultimi”. Carità è anche sapere essere vicini ai fratelli in sofferenza spirituale, a coloro che sono stati duramente provati dai fatti della vita oppure a quanti possiedano poca fede o ne siano del tutto carenti.
Il capitolo “ Finalità e natura dell’Associazione” è basato, in buona parte, sui tratti statutari che richiamano, in senso ampio, il carisma verniano. La parte più operativa, legata alla povertà materiale del nostro prossimo, verrà trattata in un apposito paragrafo successivo dal titolo: “I progetti di Carità”.
5) Appartenenza:i membri si impegnino a realizzare lo scopo dell’Associazione ed ad osservare lo Statuto con una promessa di fedeltà…(St.Art.9).
Quando “nacquero” i “Laici Verniani”, nel 2003, non si costruì improvvisamente dal nulla una Associazione con radici in diverse parti del mondo. Fu tutto più semplice dal momento che si operò su un humus storicamente preesistente.
In Argentina, come in Libano ed in Italia esistevano già, di fatto, gruppi di amici che operavano accanto alle nostre Suore, tentando di rendersi utili e di aiutarle. Esistevano anche fedeli, innamorati del loro carisma, che desideravano anche solo semplicemente riunirsi in preghiera insieme alle “Suore di Ivrea”. Gli annali raccontano che questo avveniva fin dai tempi della Fondatrice e della sua piccola comunità piemontese.
Il Laico Verniano non è dunque una “scoperta” recente.
Il desiderio di coloro che hanno avviato questo nuovo corso, benedetto dalla Chiesa in così breve tempo, è stato quello di riuscire a superare la filosofia dei “piccoli gruppi dispersi” e di ottenere un legame stabile, concreto e duraturo che si potesse assimilare a quello di una grande famiglia unita, sia pure in contrade così diverse e lontane.
Fondamentale in questo processo, ed uno degli obiettivi prioritari, è stato fare leva “sul senso di appartenenza”.
Con questo intento, tra l’altro, il primo Consiglio Generale del 18 ottobre 2003 ha stabilito che la “promessa” avrebbe dovuto essere pronunciata dopo un periodo di formazione di uno o due anni a seconda della “serietà di impegno di vita cristiana dimostrata dal candidato e dalla conoscenza della vita e del carisma della Fondatrice” secondo delle verifiche e delle modalità ben precise, in armonia con lo Statuto (St.Art.9).
Presidente Generale, Consiglieri e Presidenti Regionali in questi anni si sono molto prodigati in questa direzione, viaggiando e visitando tutte le Regioni verniane e molti Gruppi Locali, ovunque dispersi, e sembra che l’obiettivo di promuovere “appartenenza” e unione sia stato soddisfacentemente raggiunto.
6) Sviluppo :si abbia la disponibilità a fare opera di evangelizzazione e di catechesi (St.Art.3).
Ogni cristiano battezzato è chiamato alla santità: esiste, quindi, accanto alla vocazione religiosa anche quella laicale, così come sancito dal Concilio Vaticano II..
Premesso che solo lo Spirito può “risvegliare” una simile vocazione, dobbiamo pregare con intensità, nei momenti di incontro, affinché nuovi “operai” entrino “nella vigna del Signore”. E’ infatti fondamentale per la nostra Associazione e per gli scopi che si propone (evangelizzare, catechizzare, essere di valido sostegno per le nostre Suore e realizzare pienamente il carisma con opere di carità concrete) disporre delle forze necessarie per operare.
Ed ecco, quindi, che lo sviluppo e la crescita dell’Associazione diventa una delle principali linee strategiche da perseguire.
Quanti sono i Laici Verniani?
Almeno due volte in tre anni si è cercato di avere l’esatto numero dei nostri aderenti, con nomi, indirizzi e professioni, distribuendo schede predisposte ad hoc. Per svariati motivi l’impresa non è, al momento, riuscita o si sono ottenuti solo elenchi locali e parziali.
Un censimento approssimativo (ma presto si cercherà di effettuarlo in modo più efficace e sistematico) considera che i Laici Verniani nel mondo siano circa 600, suddivisi tra coloro che hanno effettuato la promessa e simpatizzanti, ripartiti in 37 Gruppi Locali, dei quali 13 all’ estero e 24 in Italia.
Per riuscire ad aumentare gli organici dell’ Associazione è necessario sia incrementare il numero dei componenti dei Gruppi che creare e formare nuovi Gruppi Locali ove vi siano le dovute premesse.
Questa opera di lenta e paziente semina dovrà essere sostenuta dalla preghiera di tutti e realizzata, soprattutto, dove vi siano scuole ed asili delle Suore di Ivrea. E’ indubbiamente più semplice, in queste realtà, promuovere incontri conoscitivi e riunioni di alunni e genitori (scuola – famiglia) per rendersi “visibili” e fare conoscere la Fondatrice, il suo carisma e la grande eredità che ella ha lasciato.
Chiederemo aiuto alle nostre Suore, che ben conoscono il territorio nel quale operano, affinché ci segnalino sia i nominativi di persone favorevolmente predisposte e con i requisiti appropriati, che ci offrano la loro disponibilità a sensibilizzare incontri scolastici mirati.
Questi interventi non dovrebbero avvenire casualmente ma fare parte di un “piano di sviluppo” studiato e concordato prima con la Madre ed il suo Consiglio Generalizio.
7) La “Rete verniana”.
Dell’ enorme importanza dei collegamenti – detti “network” nel moderno lessico informatico anglosassone – tanto da essere considerati priorità strategica associativa fin dai primi Consigli, si è ampiamente trattato al punto 2.2, osservando che questi non costituiscono più un vincolo operativo.
Superato il problema dei contatti tra il centro ed i gruppi periferici, con le eccezioni sopra menzionate, si è osservato che anche molte Regioni verniane, al loro interno, si stanno organizzando per migliorare, a loro volta, i contatti con i propri aderenti e con le altre Regioni.
8) Fonti di finanziamento:”L’Associazione non ha alcuna finalità di lucro. Eventuali fondi per il raggiungimento delle sue finalità sono frutti di contributi dei membri o di altri.(St.Art.19)
Il reperimento delle risorse economiche per la gestione ordinaria a tutti i livelli, Generale, Regionale e Locale, purtroppo rimane, come già riferito nelle precedenti relazioni, ancora un problema da risolvere.
Quasi tutti i Consigli Generali hanno affrontato questo tema (18 ottobre 2003, 20 febbraio 2004, 8 ottobre 2005 e 19 novembre 2005). In alcuni casi si proponeva una quota associativa, puramente simbolica, per potere fare fronte alle offerte facoltative per gli oratori negli incontri spirituali ed alle piccole spese o per potere finanziare i progetti di carità. (Nell’apposito capitolo dedicato ai progetti, al punto 3.5, verrà fatta una breve sintesi di quanto raccolto, nel tempo, per i predetti progetti.)
Questa proposta è stata sempre respinta, data la natura della nostra associazione, basata sulla gratuità ed il carisma al quale si ispira.
Fino ad oggi si è ricorso alla generosità dei singoli (autofinanziamento) e, al massimo, si è deliberato di versare alla cassa centrale (quella gestita direttamente dal Consiglio Generale) il 10% di quanto raccolto negli incontri regionali italiani.
Con la cassa centrale il Consiglio è riuscito unicamente ad organizzare gli incontri formativi a Roma, sopperendo ad alcune spese per accogliere le delegazioni straniere. Le casse regionali e locali, come evidenziato in alcune relazioni dei Presidenti Regionali allegate, sono riuscite a sopperire, fino ad ora, ai loro fabbisogni.
Si è sempre in affanno, comunque, in molte Regioni verniane; un po meno in Argentina ed in Libano dove è stata introdotta una piccola quota mensile per ogni associato. Anche negli Stati Uniti si è proceduto alla richiesta di un piccolo “contributo di appartenenza”, membersheet fee ( 10 $/anno).
Anche alcuni Gruppi Locali versano una libera quota per fare fronte a piccole spese o a qualche loro personale progetto di carità (una adozione), come ad esempio avviene per il gruppo di Napoli.
In Kenya e Tanzania i membri dei singoli Gruppi Locali finanziano le loro attività e le opere di carità con iniziative specifiche e congeniali ai Gruppi stessi, così come si era con loro concordato nella visita del Presidente nel luglio 2004 (ad esempio coltivazione e vendita di mais e canna da zucchero a Rakwaro, confezione e vendita di capi di abbigliamento a Vejula e Kadem, vendita di oggettistica e prodotti di artigianato a Kawe etc)..
Dato il permanere del problema dei finanziamenti, più volte è emersa la richiesta da parte dei Consiglieri di verificare la possibilità di costituire una ONLUS o una Fondazione, per potere accedere a finanziamenti più cospicui, anche di terzi, per avere accesso a benefici fiscali (5 per mille) e potere rilasciare certificazione ai benefattori.
Questo tema ha originato ampie discussioni, sorte anche per timore delle difficoltà nell’adempimento agli obblighi fiscali conseguenti, (tenuta della contabilità, eventuale dichiarazione fiscale annuale, bilancio etc) per una Associazione articolata, ma dalle semplici caratteristiche, come la nostra.
Il 19 novembre 2005, il Consiglio ha deliberato, infine, di dare ampio mandato al Presidente per esaminare tutte le possibilità ed esperire ogni tentativo in tal senso.
Per brevità di trattazione si tralasciano tutti i passaggi effettuati nei primi mesi del 2006 (contatti con esperti di altra ONLUS, denominata Sodalitas) e si riferisce, brevemente, solo sui più recenti sviluppi.
Nel mese di luglio 2006 è nata l’idea, avvallata dal Consiglio Generalizio e da quello delle Missionarie di Carità, di costituire una ONLUS composta dai tre membri della Famiglia Verniana (Congregazione, Missionarie di Carità e Laici Verniani).
A tal fine è stata istituita una commissione costituita da tre rappresentanti per ciascuna delle tre componenti e da due esperti professionisti esterni. I lavori della commissione procedono speditamente: è stata seguita una linea di azione, mirante alla costituzione di una ONLUS (essendo stata considerata meno percorribile la strada della Fondazione) sorta dopo la lettura del parere di un studio legale ed è già stata esaminata e corretta una bozza del futuro Statuto. Tali passi verranno illustrati e discussi nei rispettivi Consigli nei primi mesi del 2007.
Sempre a proposito di enti non profit, va sottolineato che anche i laici dell’Argentina, da tempo, si sono attivati per studiare, con un legale vicino alle nostre Suore laggiù, la possibilità di creare una Fondazione, con gli stessi intenti e la stessa missione di carità sopra esposti. Questo tema sarà portato all’ O.del G. del Consiglio non appena perverrà uno studio di fattibilità in merito.
9) Il reciproco sostegno, intendendosi, come tale, aiuto e collaborazione nell’ambito delle tre componenti della famiglia verniana, così come richiesto nello Statuto (St.Art 1).
Anche questa è un’ altra imprescindibile linea del nostro programma.
Ancora una volta è quanto mai attuale e fondante il nostro Statuto “Per la sua crescita ed il suo sviluppo l’Associazione vede quanto mai utile la presenza delle suore” (St. Art.23). Senza le nostre Suore, la loro spiritualità, il loro esempio ed il loro vissuto nel territorio, concreto ed operativo, saremmo come quei “tralci senza vite” di evangelica memoria.
Scorrendo le relazioni dei Presidenti Regionali si può notare come i migliori frutti si colgano dove più efficace è l’armonizzazione di queste componenti.
10) Preghiera e sostegno nel processo di beatificazione di Madre Antonia.
Non vi è comunità laica verniana al mondo, e chi scrive ne ha davvero viste tantissime, che non ami profondamente Madre Antonia, dall’Africa, all’America latina, dal Libano all’ Italia ed alla nascente comunità statunitense. Sono le nostre radici ed è l’eredità che le stesse Suore dell’Immacolata Concezione d’Ivrea hanno a noi trasmesso, congiuntamente ai suoi preziosi doni (Rosario, Tabernacolo e Crocifisso).
Non vi è laico verniano che non sogni di vederla santa, non solo in Cielo, come già certamente è, ma anche quaggiù, sugli altari.
Per questo siamo stati vicini alle nostre Suore già a fianco del passato Consiglio Generalizio (visita congiunta in Vaticano dal Card.Saraivo, preposto alle cause di beatificazione) e per questo siamo disposti a proseguire e persistere in questo splendido progetto, fornendo tutto il nostro debole sostegno, insieme al nuovo Consiglio, nato dal Capitolo del 2006.
Assicuriamo tutta la nostra preghiera ed il nostro spirituale appoggio.
3.3. Le visite alle comunità laiche.
Alcune delle linee programmatiche enunciate (senso di “appartenenza”, organizzazione e sviluppo dell’Associazione, verifica della comprensione ed attuazione dello Statuto e del livello formativo raggiunto a livello Locale e Regionale) richiedono un costante “peregrinare” per le comunità verniane, sia in Italia che all’estero.
E’ infatti importantissimo dare, soprattutto in questo primo quadriennio di vita, agli associati il senso della presenza, della partecipazione e della condivisione della realtà in cui questi sono immersi, ovunque essi si trovino. Il senso, insomma, di grande Famiglia Verniana.
A tal proposito si fornisce una brevissima sintesi delle visite: resoconti più dettagliati sono riportati nel “Libro delle Cronache”, aggiornato e custodito presso la segreteria generale dell’Associazione, e nelle precedenti relazioni alla Madre.
· Nel 2004, oltre agli incontri, a volte ripetuti, con tutte le Regioni verniane italiane (Piemonte, Lombardia - Emilia, Campania – Lazio - Calabria e Puglia – Abruzzo), il Presidente ha visitato, nel mese di luglio, i sei gruppi africani, Kenyoti e Tanzani, e le undici Missioni delle nostre Suore in quei Paesi. Due incontri inoltre, accompagnato dal Consigliere Borella, sono avvenuti anche con il Gruppo di Zurigo.
· Nel 2005, dopo l’incontro a Bari con la Regione Puglia – Abruzzo, presenti tutti i Consiglieri, il Presidente, con una delegazione di sei verniani italiani, si è recato in Argentina per partecipare, nel mese di agosto, al “V° Convegno verniano nazionale argentino” di Buenos Aires. A questo ha fatto seguito la visita dei cinque Gruppi Locali (Buenos Aires, Santa Fè, General Alvear, La Paz e Punta de Agua).
· Nel 2006 il Presidente ha completato il primo “giro” di visite recandosi presso la comunità libanese di Ghebaleh e quella statunitense di Mount Pleasant. Sempre il Presidente ha visitato il Gruppo Locale Calabrese di Isola di Capo Rizzuto ed i Gruppi Pugliesi di Matino – Collepasso e Cursi (Puglia Sud).
Da questi faticosi viaggi si è sempre ritornati con il cuore gonfio di gioia.
Si era partiti con il desiderio di “portare” qualcosa a qualcuno: in realtà si è ricevuto molto di più. Madre Antonia è davvero presente in molte contrade, anche remote, tra i più afflitti ed ammalati e tra i più piccini, ed è molto amata dai laici che operano vicino alle loro Suore. Ogni incontro è stata la festa di fratelli che si ritrovano ed hanno un comune sentire ed un comune carisma.
Terminato il primo giro conoscitivo dei luoghi ove esistono gruppi di Laici Verniani in meno di tre anni, rimarrebbero, nel 2007, eventuali incontri con alcune comunità in formazione o, di nuovo, con il gruppo libanese,così duramente provato dalla guerra.
In Albania, Turchia, Libia e Messico alcune Suore stanno così bene operando da riuscire a “coagulare” intorno alle loro scuole o alle parrocchie, piccoli gruppi di laici. Con il loro esempio, e con qualche rischio, queste donne coraggiose stanno gettando il seme su terreno fertile e suscitando il desiderio di meglio conoscere la Fondatrice, le sue opere ed il grande carisma della Carità.
Vorremmo essere presenti, salute, tempo e disponibilità economiche permettendo (si viaggia a spese personali per la gratuità verniana) anche in queste difficili realtà. Al loro fianco.
3.4. Le nuove realtà e…i giovani.
In Argentina, come detto al punto 3.1, prometteranno per la prima volta, in questo 8 dicembre. i Gruppi Locali di La Paz ( circa 20 laici) e Punta de Agua (dieci laici). Queste realtà, già operative sul territorio, hanno compiuto nell’ultimo periodo passi da gigante, sotto la guida delle loro Suore e del Presidente Regionale.
La Regione Campania – Lazio – Calabria, è quella che forse presenta più innovazione tra le “nuove speranze” vocazionali.
Il gruppetto di Acerra, formato,al momento, da cinque laici che avevano promesso lo scorso anno, è stato aggregato allo storico Gruppo Locale di Napoli. Sembra che alcuni laici abbiano terminato il loro percorso formativo e siano pronti per la promessa, come anche riportato al punto 3.1.
Il Gruppo Locale di Isola di Capo Rizzuto è una bella realtà calabrese ed è già numeroso, annoverando una decina di giovani coppie coniugate: sembra che anche quest’anno, grazie alle cure di Suor Grazia, effettueranno la promessa parecchi nuovi verniani.
Vere sorprese sono invece rappresentate dalle comunità calabresi di San Giovanni in Fiore e di Fuscaldo, dove le nostre Suore hanno delle scuole materne. Nuovi verniani stanno percorrendo, in queste comunità, un cammino formativo che dovrebbe dare i suoi frutti nel prossimo anno.
Un “focolaio” sta forse nascendo anche a Sorrento, presso l’Istituto Sant’Anna.
E’ invece definitivamente decollato il Gruppo Locale di S.Maria Capua Vetere (Caserta), con la promessa effettuata presso la locale parrocchia ( l’8 dicembre scorso) e quella che effettueranno due nuove coppie( p.3.1).
In Puglia – Abruzzo, sta crescendo lentamente il Gruppo di Bari, grazie alla spinta del consigliere regionale Nicola Ontario, mentre stenta a decollare un gruppo a Lecce.
Negli Stati Uniti Il Gruppo di Mount Pleasant (visitato dal Presidente nel mese di agosto) è divenuto ormai una bella realtà, si è ampliato ed ora comprende circa una quindicina di persone. Alcuni hanno già effettuato la promessa (dodici) ed altri si apprestano a farlo.
Grande gioia e sorpresa ha suscitato una telefonata di una nostra suora di Bengasi che ha riferito esservi in loco una scintilla di vita verniana…laica. Alcuni cattolici operano accanto alle Suore e desiderano iniziare un percorso formativo.
L’opera dello Spirito, dell’Immacolata e dei Santi è meravigliosa ed incredibile se anche nel “deserto” ed in luoghi pericolosi può fare nascere vocazioni!
Esiste inoltre anche un’altra splendida realtà, costituita dai “gruppi dei giovani verniani”.
La Regione Argentina crede fortemente nei giovani e, come si può leggere nella relazione del Presidente Pablo Suarez, ha costituito nel 2006 l’E.N.A.V.V, un ente che promuove un Progetto di Pastorale Vocazionale Verniano. L’equipe, costituita da due Suore, una Missionaria ed un laico per ciascuna comunità, ha come scopo “ promuovere vocazioni per tutta la Chiesa e, particolarmente, per la nostra Famiglia Verniana” ed è già al lavoro.
Il suo primo obiettivo è un incontro di giovani che si terrà a Cordoba nel mese di febbraio 2007.
Il Gruppo pugliese di Palagiano è costituito, in parte anche da giovani, alcuni minori di 18 anni, che stanno formandosi per potere, quando possibile, promettere.
Al Gruppo Locale di Kawe (Tanzania), si sono aggiunti circa venti giovani, dai 18 ai 20 anni, che sono molto motivati e stanno egualmente seguendo un percorso formativo: alcuni forse effettueranno la loro promessa già nel 2007.
A titolo di pura cronaca si segnala la presenza di un folto gruppo di “fanciulli di Mama Antonia” nella comunità tanzana di Vejula.
Tutti questi fermenti fanno ben sperare in quella crescita dell’Associazione che avevamo auspicato esponendo le principali linee programmatiche.
3.5. I progetti di carità
Fin dall’inizio ci siamo chiesti come, in che modo e con quali risorse affrontare uno dei problemi più sentiti e toccati, per quanto concerne la parte più operativa, dal carisma verniano.
Quasi tutti i Consigli Generali che si sono susseguiti hanno avuto all’ordine del giorno il tema dell’ aiuto, in senso pratico e fattivo, ai “più poveri ed agli ultimi” (18 ottobre 2003, 20 febbraio 2004, 14 settembre 2004 e 2 aprile 2005, 8 ottobre 2005, 19 novembre 2005). . Al nascere dell’Associazione, molti Gruppi Locali provvedevano già autonomamente ad adozioni a distanza, ad invio di generi di prima necessità o di vestiario ai Paesi del terzo mondo oppure, più semplicemente, cercavano di aiutare e sostenere i poveri segnalati dalla loro parrocchia.
La nascita dei “progetti di carità” corrisponde al desiderio di razionalizzare le poche energie disponibili e creare una rete di solidarietà nella quale fosse impegnata tutta la Famiglia Verniana, tendendo ad un coordinamento centrale dei progetti, pur rispettando il principio di non obbligatorietà e di autonomia, in materia, dei singoli Gruppi.
E’ stata affinata, con l’esperienza acquisita in questi tre anni, una precisa metodologia, che sembra dare i suoi primi frutti proprio con i progetti argentini.
In modo molto semplice ne tracciamo il percorso, suddiviso in sette punti:
1) Coloro che operano sul territorio (Suore o laici) segnalano la / le necessità alla Superiora Provinciale locale ed al Presidente Regionale.
2) Il Presidente Regionale, con l’aiuto del Capo Gruppo Locale, stende un progetto abbastanza dettagliato che abbia un titolo, un budget di spesa ed una precisa finalità.
3) Il Consiglio Generale esamina i progetti, ne discute i contenuti, approva quelli realizzabili e provvede ad “allocarli” ad una o più Regioni o Gruppi Locali che dichiarino di potersene fare carico.
4) Si provvede alla raccolta del fabbisogno di denaro per coprire la cifra del progetto.
5) Tramite l’ Economa Generale si invia la somma al Presidente ed alla Superiora Provinciale della Regione richiedente (che ha originato il progetto).
6) Il Presidente Regionale, con l’aiuto del Capogruppo Locale, avvierà il progetto e provvederà ad inviare al Consiglio Generale relazioni sullo stato di avanzamento del medesimo con il rendiconto delle somme spese.
7) Tali relazioni e dati saranno tempestivamente comunicati alle “Regioni / Gruppi benefattori”.
I Consigli avevano indicato gli anni 2004 e 2005 quali periodi per aiutare le travagliate Regioni africane e gli anni 2006 e 2007 per sopperire alle necessità della sofferente Regione Argentina.
Sembra utile e doveroso riepilogare, per sommi capi, ed a titolo puramente indicativo, gli importi destinati agli aiuti scaturiti dai progetti di carità in questi tre anni di attività. I dettagli sono riportati negli allegati alle precedenti “relazioni alla Madre Generale”.
· Nel 2004, A favore di progetti per il Kenya: 4.250 $ U.S.A A favore di progetti per Tanzania: 2.035 $ U.S.A Gli importi provengono dalle Regioni Lombardia - Emilia –Svizzera e Piemonte e non comprendono le adozioni delle quattro Regioni verniane italiane.
· Nel 2005, A favore di progetti Kenyoti (in Euro): Piemonte: Missione di Macalder – prog. medicine per bimbi sieropositivi (circa 2.500 €) Lombardia – Emilia: Macalder - prog. per medicine e struttura orfanatrofio (4.000 €) Missione Rakwaro - prog medicine per bimbi sieropositivi (1.000 €)
A favore di progetti Tanzani ( in Euro): Puglia – Abruzzo :Missione Gamasara - prog. pulmino in memoria di S.Damiana (9.400 €) ( questo è solo il contributo ad una cifra maggiore spesa)
Anche in questo caso non sono considerate le adozioni.
· Nel 2006, sono nati 5 progetti Argentina (Allegato 9). Gli importi inviati dalle quattro Regioni italiane e dalla Svizzera sono stati pari a 13.110 Euro. Le relazioni sullo stato di avanzamento sono riportate negli Allegati da 10 a 15 .
Una società multinazionale, inoltre, ha donato 20.000 Euro per il progetto “Strutture per l’orfanatrofio di Macalder”, in Kenya.
Anche in questo caso sono esclusi gli importi devoluti per le adozioni.
Per il 2007 si stanno attendendo, per valutarli ed allocarli, i nuovi progetti per l’Argentina che riguarderanno le comunità di Buenos Aires, Santa Fè, La Paz, General Alvear e Punta de Agua.
Inoltre, per l’Africa, è in cantiere il progetto “Accendiamo la speranza” che prevede un aiuto particolare alle mamme ammalate di AIDS, nei mesi antecedenti il parto ed in quelli successivi. Verranno in particolare sostenute le mamme che si appoggiano alle Missioni delle nostre Suore, che dispongono di reparti di maternità e dispensari, a Rakwaro (Kenya) e Gamasara (Tanzania).
Naturalmente qualora si riuscisse a diventare una ONLUS, come già discusso al punto 3.2.8, il quadro potrebbe cambiare, potendosi rivolgere anche a sostenitori e benefattori esterni.
Collegamento con le Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea.
4.1. Riferimenti allo Statuto ed al Decreto
Vi sono alcuni punti dello Statuto, evidenziati e ripresi dal Decreto della Santa Sede del 18 maggio 2004, che è sempre bene meditare ed approfondire.
Come già richiamato nella relazione dello scorso anno, gli Art. 20,21,22 e 23 ribadiscono il concetto che “ l’Associazione può realizzare il suo scopo solo in comunione con le Suore di Carità dell’Immacolata Concezione di Ivrea, al cui carisma si ispira”.
Il Decreto evidenzia con forza che i Laici Verniani “ condividono l’ideale, lo spirito e la missione apostolica”delle Suore di Carità dell’Immacolata Concezione d’Ivrea.
Questo legame è così intenso che l’Associazione è un’opera propria dell’Istituto e si affida “alla Superiora Generale ed al suo Consiglio l’approvazione dello Statuto” subordinando alle stesse anche “qualsiasi modifica del medesimo che sarà eventualmente necessaria in futuro, informandone la Santa Sede”.
Condivisione di ideali e di carisma inseriscono quindi la figura del Laico Verniano, a pieno titolo, nella famiglia fondata da Antonia Maria e lo vincolano ad un dialogo costruttivo e propositivo con le altre due componenti (Suore di Carità di Ivrea e Missionarie di Carità), basato sull’amore per il prossimo e gli ultimi, sulla quotidiana operatività e sulla preghiera.
4.2. Il Capitolo Generale
Il periodo che precede e segue un Capitolo Generale è sempre un lungo momento di grazia divina che, come pioggia benefica, si riversa sia sull’Istituto religioso che sulle altri componenti che partecipano al carisma della famiglia religiosa stessa.
Per il Capitolo ci si prepara a lungo e si prega. Il Capitolo è occasione di verifiche per il cammino percorso. Dal Capitolo si ricevono nuova linfa spirituale e nuovi programmi per il futuro.
I Laici Verniani, come le Missionarie di Carità, nel 2006 hanno vissuto, con maggiore consapevolezza del passato, questo momento storico forte di vita spirituale e di nuove impostazioni per il futuro.
Di più: i loro rappresentanti sono stati invitati ai Capitoli Provinciali, che si sono svolti nel dicembre 2005 (Provincia Antonia Maria Verna, Provincia Maria Immacolata, Provincia Nuestra Senora de Lujan e Provincia San Michele Arcangelo) ed hanno avuto la possibilità di intervenire.
Il tema loro proposto riguardava “le sfide” che la moderna società impone.
A questi incontri hanno partecipato i nostri Presidenti Regionali, accompagnati, come ad esempio in Argentina ( a Cordoba), da un loro Consigliere (Paiolo Suarez e Liliana Santoro).
Il 13 luglio, infine, il Presidente dell’Associazione Laici Verniani e la Presidente delle Missionarie di Carità, hanno sviluppato lo stesso tema e ne hanno ampliato i contenuti estendendoli anche alle attività svolte dalle rispettive associazioni.
Nel nostro caso i Laici Verniani erano rappresentati anche da un Consigliere Generale (Vincenzo Fornace) e dalla Responsabile Regionale della Campania – Lazio – Calabria (Giuseppina Mollo).
L’attenzione loro dedicata dalle Suore Capitolari è stata grande ed alcuni argomenti trattati sono stati oggetto di ulteriori approfondimenti da parte delle religiose nei giorni seguenti.
Comprenderemo meglio, nei prossimi mesi, quali linee spirituali ed operative siano scaturite dal Capitolo.
Come primo passo, per ringraziare l’Immacolata Concezione, in tutta la Congregazione è stato inaugurato “L’anno di riconciliazione Mariana”, con inizio sabato 7 ottobre, giorno dedicato alla Nostra Signora del Rosario.
Più volte, nel corso di questo anno, le componenti della Famiglia Verniana si riuniranno in preghiera presso le comunità delle Suore e …saranno davvero, a tutti gli effetti, vera grande famiglia!
Analisi dei punti di forza (luci) e di debolezza (ombre) dell’Associazione.
Sembra utile, ai fini della crescita dell’Associazione, analizzare con spirito autocritico, ma costruttivo, i punti di forza (luci) ma anche quelli di debolezza (ombre) che ne hanno caratterizzato il periodo appena trascorso. In alcuni casi vi sono delle costanti che si ripetono da più anni: si è pensato di evidenziarle nel testo in caratteri corsivi.
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