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ASSOCIAZIONE LAICI VERNIANI DI SCERNI (CH) c/o Scuola Sacro Cuore Suore dell’Immacolata Concezione di Ivrea c.so L.De Riseis,64- tel 0873/919168- e-mail: smpscerni@alice.it
Incontro formativo tenuto a Scerni dalla consigliera Giuseppina Dottore l’11 marzo 2009
Madre Antonia donna di Fede
La vita dei grandi hanno sempre un fascino prezioso sull’animo del prossimo. Che dire poi, se si tratta della fondatrice Madre Antonia? Donna grande dalla vita umile e nascosta. La <<donna>>, si legge nel panegirico di un sacerdote a S. Maddalena Sofia Barat: fiore gentile, che con i suoi profumi rallegra la famiglia e la vita. Presenta doti speciali che la contraddistinguono dall’uomo. Nella donna, predomina il cuore, l’esuberanza del sentimento, l’espressione calorosa dell’anima. Nel cuore della donna vi è dunque, una grande potenza di affetto. Avviciniamoci ora alla figura di Madre Antonia e tentiamo di scoprirne le virtù. Arduo compito, perché Madre Antonia visse nel nascondimento e nella dimenticanza (notiamo bene) ricercata e voluta. Leggiamo negli articoli del processo <<raccomandò che non si parlasse mai di lei e che dopo la morte, la sua memoria fosse nel più profondo dell’oblio>>. Le sue care figlie, ubbidienti al suo volere, distrussero ogni documento e tacquero cose meravigliose viste con i propri occhi. Allora cantiamo un inno alla Madre commentando le parole di Gesù <<chi si umilia sarà esaltato>>. Padre Pierotti scrisse: Studiando la vita di M. Antonia, mi sembra di poter scoprire il suo atteggiamento, che è il segreto della sua santità e perfezione. Madre Verna ebbe sempre: gli occhi in alto- visse il soprannaturale. Le ginocchia a terra-pregò e si umiliò. Il cuore in fiamme-amò Dio e il prossimo. Commentiamo brevemente questi tre atteggiamenti.
1° quadro: Occhi in alto-
Madre Antonia, visse del soprannaturale cioè visse di fede . La Fede. Varie sono le definizioni date dai teologi a questa virtù madre. S. Agostino dice: la fede è la virtù per cui si accettano con assoluta certezza, quelle verità che non si vedono e che Dio ha rivelato all’uomo. Che dire della fede di Madre Antonia? Una fede che a 25 anni era già forte come granito. E per questo che potè costruire una casa di santità così salda, da resistere agli attacchi del mondo, delle passioni e del demonio. Cosa fu se non la fede diritta e integrale alla parola di Gesù a, spingerla a Rivarolo, a farla andare e tornare da S. Giorgio, a consumare gli occhi sui libri, a intraprendere l’uggiosa trafila delle pratiche, a sottoporre il suo corpo al torchio severo del dovere quotidiano senza scappatoie. E i digiuni, le veglie e le macerazioni. Come spiegarle se non investita dal calore lucente della fede? La fede, fu per la fondatrice, il pane quotidiano. La fede è bella quando col brillio dà fiammata. Quando lo splendore è freddo, quando neppure un briciolo di caldo corre a rallegrare lo spirito, allora il canto cessa, le tinte si smorzano e la natura guasta si risveglia. La nostra Antonia Maria, fu immersa sovente in questo stato d’animo, specialmente quando doveva avere a che fare con persone subdule e incomprensibili. Per lei vedere Dio in queste persone era molto difficile, umanamente parlando. Nei (santi) però l’umano è afferrato e risolto un tratto nel Divino. M. Antonia, tenne duro perché lo S. Santo, le rafforzava la volontà come un’armatura di ferro. Nonostante questo, a volte Dio spariva all’improvviso e Antonia sentiva aggravarsi il passo, e il respiro farsi mozzato fino a morirne. Ma poi lo sposo gli riappariva e la sposa con le forze rinnovate si ritrovava sempre al suo fianco. Quando vedeva le sue figlie spaurite dalle persecuzioni e contrarietà soleva dire loro. << abbiate fede perché ci pensa Gesù>>
2° quadro: Ginocchia a terra. In questo secondo quadro vedremo M. Antonia con le ginocchia a terra , cioè ammireremo la sua preghiera e la sua umiltà. La preghiera il cammino verso la redenzione ha una parte essenziale. La preghiera in cui l’animo umano ascende al divino e lo invoca, e il divino discende all’umano e lo salva, lo aiuta, lo sublima. L’orazione è il primo mezzo della perfezione. Nella preghiera si riassume tutta la vita interiore della serva di Dio. In essa –la preghiera è la fede, la fiducia, l’amore. Da essa le virtù traggono l’ispirazione e la forza. La preghiera illumina l’intelletto, rinsalda la volontà, solleva il cuore al padre provvidentissimo nelle cui braccia trova finalmente il suo riposo. Nella preghiera c’è anche il ricambio da parte di Dio: la grazia, la luce, la forza, la gioia del cuore e i favori d’ogni genere che Dio concede secondo la Sua provvidenza. S. Teresa diceva << le anime che non hanno l’esercizio della preghiera, sono come un corpo paralitico>>. Con la preghiera possiamo tutto e otteniamo tutto. La Madre Verna aveva ben compreso la dolcezza e l’onnipotenza della preghiera e sempre aveva scolpite nel cuore le parole del Salvatore: Chiedete e vi sarà dato, bussate e vi sarà aperto.
Consideriamo per un attimo la virtù dell’umiltà L’umiltà e l’abnegazione di se, sono considerati dai teologi e dai santi, come il fondamento e la condizione di qualsiasi progresso morale. Tutta la disciplina della sapienza cristiana dice S. leone Magno consiste vera e volontaria umiltà. E S. Gregorio aggiunge: essa è la madre di tutte le altre virtù. Bellissima è l’espressione di S. Bernardo che definisce così l’umiltà: una virtù per cui l’uomo si abbassa davanti a se stesso, nella verissima conoscenza che ha di se. Madre Antonia, amò tanto questa virtù da gioire immensamente quando era umiliata nei più svariati modi e circostanze. Nonostante il carattere fiero e tenace che aveva ricevuto dalla natura fin da piccina, noi la vediamo nel trovarsi tra i diseredati , i piccoli, i reietti, ed essere loro di conforto e far proprie le esigenze e le miserie altrui abbassandosi anche ai più umilianti e disgustosi servizi. Si faceva tutta a tutti, prendendo per se in maniera lieta i più duri e umili lavori, sia nella famiglia, come pure tra i vicini della borgata di Pasquaro dove aveva incominciato il suo apostolato di amore e di luce. Si umiliava anche di porta in porta, di paese in paese, tendendo la mano scarna e tremante per racimolare qualche obolo e provvedere alla miseria e alla fame degli altri e all’acquisto di una povera casa dove raccogliere le sue figlie e farne il campo del suo apostolato e della carità di Cristo che non conosce orizzonti. 3° quadro: Cuore in fiamma La Carità in Madre Antonia Con queste parole intendiamo riferirci al suo grande amore per Dio e per il prossimo. La carità è la regina delle virtù Teologali, per cui S. Paolo scriveva……..la più grande delle virtù è la carità. Ed è il fine di tutte le altre virtù cristiane, perche tutte ripetono da essa la loro suprema specializzazione tendendo tutte direttamente o indirettamente all’unione dell’anima con Dio, unione che la carità soltanto persegue come fine suo proprio e immediato. S. Tommaso la definisce come un abito soprannaturale che inclina ad amare Iddio sopra tutte le cose con un amore di amicizia. Gli insegnamenti di Gesù e le parole di S. Paolo nella lettera ai Corinti fecero di Madre Antonia nel freddo della vita umana una vera creatura tutta serafica in ardore, un miracolo vivente di carità. La carità fu l’anima della vita della serva di Dio. E’ la carità che alimenta il suo grande affetto soprannaturale. E’ la carità la luce che illumina tutta la sua attività e la forza che la sostiene nelle prove dolorose. Come Fondatrice e superiora diede questo esempio di carità continua alle consorelle, alle quali lasciò come ricordo il simbolo più alto e più sublime della carità: il Crocifisso. La carità verso Dio però, non è completa, né sincera se non implica la carità verso il prossimo. Questo comandamento dice S. Giovanni l’abbiamo ricevuto da Dio affinchè chi ama Lui ama anche il prossimo. Le forme esterne di carità verso il prossimo si dimostrano non solo con i benefici elargitigli per un principio di fede nell’ordine materiale, ma anche con gli altri di ordine morale. La carità insomma è una fiaccola che non si può nascondere. Un fuoco che brucia e non si consuma ha bisogno di manifestarsi perché la sua natura è, illuminare, incendiare, operare. Madre Antonia, alle sue figlie ripeteva sempre: Per Gesù e con Gesù tutto è soave, perché il vero amore non conosce sacrifici,e ancora << sorelle lavoriamo a gloria di Dio e al bene del prossimo>>. Alla fine di questa lettura ricordiamo la nostra fondatrice come colei che visse con: gli occhi in alto, le ginocchia a terra, e col cuore in fiamma. Auguriamoci vivamente che anche per Lei si avveri presto la gloria della terra e l’esaltazione della chiesa. AMEN.
La speranza è una virtù derivata dalla fede, essendo volontaria e libera è una nobilissima virtù. Come si manifesta la speranza cristiana? Tale virtù, si manifesta con tutti quegli atti che esprimono viva fiducia in Dio. Quali la costanza nelle prove, la pazienza nelle sofferenze, la instancabile operosità nonostante gli ostacoli, la tranquilla sicurezza negli aiuti divini in tutte le occasioni di necessità. In Madre Antonia nella luce della fede fioriva la speranza, specialmente nelle intime lotte e nei momenti di sconforto, perché quello che è impossibile agli uomini non lo è presso Dio. Essa spera in Lui e tutta abbandonata alla sua saldissima speranza và senza posa in cerca di magnanimi cuori. ( Per i bisogni materiali delle sorelle e la fondazione dell’Istituto) La sua speranza, osserva Don Pierotti non poggiò affatto su ragioni umane. Alla sua base e al suo vertice, sta, unicamente Dio. La speranza è l’abito infuso per cui l’anima tende a Dio come a un futuro supremo Bene da conseguire, mediante gli aiuti da Dio stesso promessi e con le opere che l’uomo deve compiere per meritarseli. Nessun motivo umano può sorreggere efficacemente l’uomo nelle sue innumerevoli sventure quanto questa speranza nel soprannaturale creò gli eroi della virtù e della pazienza la, dove una semplice morale umana non l’avrebbe salvato dalla disperazione. La speranza in Dio, per la Fondatrice fu l’unica forza, l’unica fiducia, l’unico rifugio. Perciò nelle prove della vita , rimase ferma , serena anzi lieta, tutto osò per Dio. Fu proprio nelle prove, nelle battaglie che brillò il suo granitico fondamento. |
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