ASSOCIAZIONE   LAICI   VERNIANI

LAICI CHE VIVONO IL CARISMA  DI MADRE ANTONIA MARIA VERNA, FONDATRICE DELL'ISTITUTO

DELLE SUORE DI CARITA' DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DI IVREA

Riflessioni di un simpatizzante laico verniano.

In un incontro di formazione spirituale, dello scorso anno, incentrato sull'approfondimento della figura di MARIA con il commento della "Redemptoris Mater" di Giovanni Paolo Il e della "Marialis Cultus" di Paolo VI, il padre relatore, finendo il suo intervento, disse: " Bene! ora parliamo della Famiglia Verniana" e ci chiese: " chi siete? e che cosa volete fare? ". Ci fu un lungo e imbarazzante silenzio da parte di tutti i presenti e lui, per stemperare l'impaccio, forse volutamente creato, apri un opuscolo che era sul tavolo, lesse e commentò i primi due articoli dello Statuto dell' Associazione dei Laici Verniani.

In quel momento, a quella domanda, ebbi come un pugno nello stomaco, rimasi quasi sbigottito, mi sentii uniliato e mi vergognai, perché non avevo saputo rispondere. Fu come se mi avesse chiesto le generalità, di chi ero figlio e che cosa ero andato a fare in quella riunione. Eppure ero stato regolarmente censito all'anagrafe fin dalla mia nascita! Ero, dunque, un orfano che non conosceva le sue origini? Un volto ignoto che non aveva una sua identità?

Quella domanda, nei giorni successivi, e ancora oggi, mi frulla nella testa e vado alla ricerca di una risposta. Qual'era la sua vera essenza? Chi sei tu? Che cosa vuoi fare professandoti laico Verniano?

Eppure sono stato battezzato, cresimato, osservante dei comandamenti, praticante dei sacramenti, partecipo alla Santa Messa, sono sempre stato ligio nel mio lavoro, insomma un cristiano come tanti altri. Ma quella domanda è penetrata nella mia testa come un tarlo.

Rileggo, ancora, quegli art. dello Statuto e trovo ancora di non avere, a pieno titolo, un nome e un cognome e di non sapere cosa fare!

Laici Verniani ?: " un associazione privata di fedeli cristiani, che vogliono realizzare la loro vocazione cristiana nella Partecipazione al Carisma dell'Istituto delle Suore  di Carità dell'Immacolata Concezione d'Ivrea ." - " .. .in modo particolare, si propongono, sul modello di Madre Antonia Maria di vivere la spiritualità del Mistero dell'Immacolata Concezione. . . . . ." , " di dare il proprio contributo all'impegno apostolico delle Suore nel servizio di carità e nell'evangelizzazione". Così recita lo Statuto.

Sono frasi la cui enunciazione è semplice; ma, qual è il vero e profondo contenuto di esse?  

Basta recitare in modo statico le preghiere, il rosario, leggere il vangelo, le sacre scritture? Certamente no, pur essendo indispensabili; credo, invece, che bisogna renderle dinamiche e dare attuazione ad esse, aiutando spiritualmente e materialmente i più deboli e i più bisognosi con i mezzi che sono a nostra disposizione nel servizio di carità e gratuità: è con questo, almeno lo spero, che si realizza la vocazione, la vita cristiana per raggiungere, quindi, la spiritualità del Mistero dell'Immacolata Concezione, sul modello di madre Antonia Maria, rispettando sempre, il postulato laicale dell' appartenenza e dell' autonomia.

Questo, a mio parere, significa essere laico verniano, per avere, a pieno titolo, quel nome, quel cognome e sapere cosa fare.

Per realizzare tutto ciò, occorre impegnarsi con tutte le nostre forze, ricordando il motto dell'Alfieri: " Volli, sempre Volli, fortissimamente Volli" con l'aiuto, ovviamente, di Madre Antonia.

Donato