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INCONTRO DELLA FAMIGLIA VERNIANA DEL PIEMONTE ANDRATE (TO) 3 aprile 2005
La giornata di ritiro del 3 aprile 2005 presso la Comunità delle Suore di Ivrea ad Andrate ci ha aiutato a scoprire ancora meglio il profondo significato dell’Eucaristia, del donarsi all’altro, condotti per mano da Padre Edoardo Cerrato e da Suor Antonia Amelia Aiello. Lì la bellezza della natura e le maestose montagne hanno favorito la meditazione. Alle ore 9.30 c’è stato il carissimo saluto della Madre Provinciale Suor Ambrogina Torricelli che si è espressa così: “Il mio augurio è quello di Gesù: “Pace a voi!” E’ una pace che si conquista giorno per giorno interiormente; ci si àncora a Lui, ci si abbandona a Lui rimanendo attivi, poi Lui ci porterà nella Sua Casa come è stato per il Santo Padre Giovanni Paolo II, mancato ieri sera 2 aprile alle ore 21.37”. Alle ore 9.45 Padre Edoardo Cerrato ci ha parlato del Papa in omaggio alla sua memoria, dicendo: Giovanni Paolo II fa parte della nostra storia, 26 anni di Pontificato. Ricordo Giovanni Paolo I, passato tra noi come una cometa; Pio XII che ci ha insegnato i tre amori: a Gesù Eucaristia, a Maria e al Papa, ricordo ancora quel Canto:” Bianco Padre che da Roma ci sei mèta, luce e guida su ciascun di noi confida, su noi tutti puoi contar”; Paolo VI lo ricordiamo con quei grandi problemi che lo schiacciavano, con il volto sofferente per quella realtà per cui disse: “Aspettavamo la primavera e invece è venuto l’inverno”. Ma il Pontificato di Giovanni Paolo II passa ai posteri come uno dei più grandi Pontificati della storia. L’Università “laica” di Bologna vuole dargli il titolo di “magno= “grande”, come è stato per Gregorio Magno e per Innocenzo III. Oggi è la conclusione dell’enciclica “Ecclesia de Eucharìstia”: Giovanni Paolo II in questa enciclica propone se stesso, nel senso che essa nasce dal suo cuore innamorato dell’Eucaristia. L’enciclica è la sua vita in una donazione e consumazione che non ha conosciuto soste, è la sua vita donata goccia a goccia. E questo l’hanno capito tutti, in particolare i giovani da lui chiamati “futuro e speranza della Chiesa”. Possiamo ricordare alcuni Documenti di Giovanni Paolo II:
Giovanni Paolo II è “grande” perché ha avuto una grande capacità di innovazione, egli ha additato agli uomini: Ø la fede tradizionale, Ø l’amore all’Eucaristia, Ø l’amore a Maria Santissima.
L’esperienza forte che Padre Cerrato ha fatto di Giovanni Paolo II, con il quale si è incontrato una trentina di volte, è questa: “si incontrava nella sua carne di uomo qualcosa che ti rimandava a Gesù Cristo”. Padre Edoardo ci ha raccontato un episodio: “Era il 9 gennaio 1999, mi sono incontrato con Giovanni Paolo II nella sua cappella privata ed ho concelebrato la S. Messa con lui insieme al segretario del Papa. Il Santo Padre era ingobbìto da un lato, con la spina dorsale sofferente, in quella posizione dopo la consacrazione del Pane ha alzato l’Ostia si è genuflesso, e con l’Ostia nelle mani tentennanti, a causa del Parkinson, si è fermato almeno per 5 minuti a parlare cuore a cuore con Gesù Eucaristia. Per me è stata l’immagine di un’intimità tale con Gesù, per cui mi sono tirato indietro di un passo per il pudore, che si ha come davanti a due innamorati che non si sta lì a guardarli”. Ricordo ancora il suo primo discorso: “Sia lodato Gesù Cristo, carissimi fratelli e sorelle”, fin dal primo momento il suo desiderio è stato quello di essere fratello tra i fratelli, chiamato ad essere padre. Poi il Papa continua: “ Mi presento a voi”: di solito è sempre l’inferiore che si presenta ai Superiori, e non il contrario. Quanta umiltà in questo “grande” uomo! Negli ultimi anni avrebbe potuto dimettersi, ma non lo ha fatto, non si è vergognato di presentarsi al mondo intero in tutta la sua debolezza a causa della malattia, e ha portato con dignità la sua croce. Giovanni Paolo II è stato Sacerdote fino in fondo perché ha offerto la sua vita per la salvezza degli uomini, diventando così una sola cosa con Cristo. Il Papa ci dice ancora oggi:”Impariamo alla scuola di Cristo l’arte del vero amore”. Teniamo fisse nella nostra mente le sue parole: “Non abbiate paura, spalancate le porte a Cristo”, “Permettete a Cristo di parlare all’uomo”, con quale venerazione il Santo Padre pronuncia la parola “uomo”, che è la via della Chiesa e il progetto di Dio! Nell’enciclica Novo Millennio Ineunte c’è una frase meravigliosa di Giovanni Paolo II: “Quest’anno 2000, anno del Giubileo, non di rado mi sono soffermato davanti alla finestra a guardare la lunga fila di pellegrini in attesa paziente, erano in procinto di varcare la Porta Santa, in ciascuno di essi cercavo di immaginare una storia di vita fatta di gioie, ansie, dolori, incontrata da Cristo, illuminata da Lui; e in dialogo con Lui riprendeva il suo cammino di speranza”. Davanti a Giovanni Paolo II ci sono persone mescolate nella massa, ma ognuna di esse si sente trattata come un singolo, c’è dialogo tra lui e ciascuno. Giovanni Paolo II ci ha insegnato che il nostro dialogo con Cristo Eucaristia deve portarci al dialogo con i fratelli; noi siamo “comunione”, “comunicazione” che passa da persona a persona, perchè Cristo non va incontro alle masse ma all’”uomo singolo” che vive nella massa. Con il cuore colmo di gioia e di gratitudine ringraziamo Dio di averci donato Giovanni Polo II, che ha praticato in modo eroico le virtù, egli è vissuto e morto da Santo, la sua presenza è ancora viva e luminosa in mezzo a noi”. Alle ore 11 abbiamo partecipato alla Celebrazione Eucaristica, presieduta da Padre Edoardo Cerrato, si è pregato per Giovanni Paolo II e per tutte le necessità spirituali e materiali della nostra Associazione “Laici Vernaini”. Alle ore 12.30 c’è stato il pranzo al sacco. Un grazie particolare alla Superiora Suor Candida Targhetta e alle Suore che ci hanno gentilmente ospitato. Alle ore 14 Suor Antonia Amelia Aiello ci ha fatto leggere la Preghiera del Papa per le vocazioni e ci ha detto: “ Domani è la festa dell’Annunciazione, infatti è slittata all’ottava dopo Pasqua perchè il 25 marzo, quest’anno, era il Venerdì Santo. Il Signore Gesù è presente in Maria, Suo primo tabernacolo, l’Eucaristia si pone in continuità con l’Incarnazione. Nel primo capitolo del Vangelo di Luca si parla del Mistero dell’Incarnazione. C’è parallelo con Madre Antonia, infatti l’Angelo Gabriele va a Nazareth in un paese non considerato: Nazareth si può paragonare a Pasquaro, il saluto dell’Angelo a Maria: “Ti saluto”, in realtà è “Rallegrati”( Tu sei nella gioia perché hai trovato grazia presso Dio), Maria si turba, l’Angelo Le dice: “Non temere, il Signore è con Te, concepirai nel tuo seno e darai alla luce un Figlio che chiamerai Gesù”, Maria risponde: “Come è possibile?”, e l’Angelo continua: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la Potenza dell’Altissimo ti coprirà con la Sua ombra”. Anche Madre Antonia Verna ha detto: “Come è possibile questo?”. Ma quando si accorge che il Signore vuole questo da lei, subito risponde: “Eccomi!” come Maria Santissima. L’ “Eccomi” di Maria ci rimanda all’ ”Eccomi” di Gesù che muore in croce. Madre Antonia ha avuto un grande amore per il Crocifisso,che è amore senza limite, che si dona gratuitamente, senza condizioni e senza riserve. Dio e l’uomo sono una cosa sola; la Croce è la nostra speranza, la nostra salvezza, la nostra vita, e questo Madre Antonia l’ha capito. “E il Verbo si fece carne” in Maria, la Vergine-Madre, anche Madre Antonia ha avuto una “gestazione” in senso metaforico già da quando era a Pasquaro , e quella “gestazione” è durata alcuni anni. Infatti Madre Antonia mette a disposizione della salvezza tutta se stessa e si offre come strumento di Dio, essa agisce con la stessa generosità di Maria Santissima, e allora il Mistero dell’Incarnazione si compie. Pensiamo, per esempio,a quando Madre Verna chiede al Sovrano il riconoscimento della sua Regola: 1. Assistere e soccorrere gli ammalati a gratis, massime coi poveri, 2. Catechizzare le figlie, massime povere, a gratis, 3. Insegnare a leggere e a scrivere, massime alle povere, a gratis, 4. Avere cura di tutte le figlie orfane e abbandonate, a gratis. E’ Dio che prende l’iniziativa per andare incontro all’uomo: questa è la spiegazione “a gratis”, è questa la “gratuità”. Quando il cristiano avverte questa “gratuità”, diventa ”pane spezzato” per i fratelli, ama con cuore fraterno tutti gli uomini, senza distinzione. Gesù, il Figlio di Dio, il Figlio dell’Altissimo, il Signore ci ama “a gratis”, e noi dobbiamo rispondere al Suo amore, amandoci “a gratis”, perdonandoci perché siamo stati perdonati da Lui. “Aprite le porte a Cristo, anzi spalancatele” ecco l’invito del Santo Padre Giovanni Paolo II e di Madre Antonia, che vogliamo portare con noi e sviluppare giorno dopo giorno. Alle ore 15.30 si pregato il Santo Rosario: 1. Mistero Annunciazione 2. Mistero Eucaristia 3. Mistero Crocifisso 4. Mistero Risurrezione 5. Mistero Pentecoste
۰L’Economo Regionale Pierluigi Bellono ha presentato la situazione finanziaria della Cassa Regione Piemonte: Ø Entrate 922 euro
Ø Uscite 700 euro
Ø Saldo attuale = 222 euro
La Responsabile Regionale Gigliola Bianchi ci ha comunicato che il prossimo incontro della Famiglia Verniana del Piemonte avrà luogo a Chiavazza il 22 maggio 2005. Ci siamo congedati con la certezza che l’Eucaristia è servizio: vivere per l’altro, per il Tu, per il Noi, vivere con semplicità, con il cuore attento a chi è meno fortunato di noi; felici e capaci di gioire per il sorgere del sole, per un sorriso ricevuto.
Lucia Margherita Renzi
… e tu Dio venisti, Divina Misericordia
Già iniziava l’ottavo giorno della sua pasqua terrena e tu venisti, o Dio, a porre fine alla sua lunga e sfibrante lotta con la morte per dirgli ancora una volta e definitivamente: “Pace a te, Karol”. Venisti per introdurlo nel definitivo ottavo giorno, nella domenica che non conosce tramonto.
Già nei monasteri si levava il canto della compieta canto che pone fine al giorno e dà inizio al riposo. E tu venisti, o Dio, per dirgli: “Vieni, Karol, servo buono e fedele”. Venisti a prenderlo per mano per introdurlo nel regno preparato per chi ha lavorato tutto il giorno nella tua vigna senza risparmiarsi.
Già il sole era tramontato e la notte incominciava ad avvolgere ogni cosa e tu venisti, o Dio, per porre fine ad ogni sua oscurità. Venisti per introdurlo in quella Città dove non c’è più bisogno né di luce di sole né di luce di luna perché unica luce è l’Agnello, l’Amore.
Già nella grande e affollata piazza del Pescatore era incominciato sommesso l’insistente succedersi dell’angelico “Ave”. E tu venisti, Signore Gesù, con la madre tua e madre sua che gli disse: “Karol, bambino mio, riposa in pace dopo la tua lunga giornata”. Veniste insieme per dargli il bacio dell’amore che ogni bimbo attende alla fine della sua giornata. (GianfrancoVenturi)
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