ASSOCIAZIONE   LAICI   VERNIANI

LAICI CHE VIVONO IL CARISMA  DI MADRE ANTONIA MARIA VERNA, FONDATRICE DELL'ISTITUTO

DELLE SUORE DI CARITA' DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DI IVREA

INCONTRO LAICI VERNIANI

 

Copreno, 19 giugno 2005

Suor Maria Giuseppina introduce l’incontro invitando i laici a partecipare agli esercizi spirituali, tenuti da Padre Velasio, che si terranno a Copreno dal 16 al 23 luglio. Essi si concluderanno con il pellegrinaggio a Madonna del Bosco, Sotto il Monte. E’ possibile partecipare agli esercizi anche per un periodo più limitato.

 

Padre Edoardo Cerrato guida l’incontro odierno, che è l’ultimo dell’anno sociale. Il tema resta quello dell’eucaristia, perché lo scopo di quest’anno dedicato al sacramento eucaristico era di penetrare dentro una vita eucaristica. Infatti le parti teoriche e intellettuali dello studio sono importanti nella vita di una persona solo se poi quanto acquisito diventa parte della sua vita.

Il bello dell’incontro con Cristo, che avviene attraverso la preghiera, la meditazione, l’eucaristia, va trasmesso agli altri non tanto con le parole, ma con la testimonianza della propria vita vissuta evangelicamente. Gesù ha predicato, ma ha anche detto: “Venite e vedete.”

Un gruppo, un’associazione sono belli se attuano, se non c’è nulla di fine a se stesso, perché tutto deve essere finalizzato alla missione.

Missione significa andare, ma per andare bisogna avere una disposizione interiore e poi occorre sapere dove andare.

Gesù ha detto: “Andate in tutto il mondo.” La missione è per il mondo, siamo chiamati a contattare i lontani, che sono il novanta per cento dell’umanità. Nell’enciclica sull’eucaristia, Giovanni Paolo II ha ribadito  il comando evangelico dicendo che “l’incontro con l’eucaristia suscita l’urgenza di annunciare.”

Per annunciare ieri come oggi bisogna provocare la ragione. Paolo quando parla agli ateniesi radunati nell’areopago dice che essi sono stati intelligenti e ragionevoli ad innalzare anche un tempietto al “dio sconosciuto”, e partendo da questa osservazione e condivisione annuncia il Cristo, il dio sconosciuto.

Di fronte allo scuotimento della ragione si possono dare due risposte:

-        Si può sostenere che la domanda apre un enigma, al quale non si può dare risposta. Gli antiche rappresentavano l’enigma con la costruzione di labirinti, luoghi intricati che, quando si credeva di avere superato, apparivano chiusi da muri e angoli senza sbocco.

-        Si può sostenere che la domanda apre un mistero, cioè una cosa che non si può comprendere, perché la risposta sta oltre, essendo più grande dell’uomo. E’ di fronte al mistero che si fa avanti Cristo che afferma di essere:

la via attraverso la quale passare, perché la vita dell’uomo movimento;

la verità con la quale l’uomo si deve confrontare;

la vita : in quanto l’uomo non desidera morire né biologicamente, né psicologicamente, né moralmente.

Di fronte alla risposta di Cristo la ragione può rispondere considerando il mistero pazzia, oppure può esprimere un atto di fiducia, che permette di iniziare un cammino verso la fede.

Questa è la missione che ci attende: condividere la vita dei lontani e provocare la loro ragione, testimoniando la risposta con la propria vita vissuta nella  gioia, perché colma della speranza evangelica.

Eucaristia è quindi annuncio e missione.

Il missionario è ciascuno di noi. Quando Gesù invita a pregare il padrone della messe, perché mandi operai nella sua messe,esorta a pregare il Signore, perché plasmi ciascuno affinché sia missionario, là dove è chiamato a vivere. Il missionario non è colui che ha imparato tecniche di comunicazione, il missionario è colui che, plasmato dalla Parola, la vive, la attua, la porta e dentro il suo fare per Cristo, cresce nella sequela.

Come un corpo vivo non può non emanare il calore che possiede, così è la missione, una forza che ciascun credente ha in sé in virtù della fede che possiede e che traspare attraverso la vita che fa.

Se l’anno dell’eucaristia e precedentemente l’anno dell’Immacolata non ci hanno condotti ad osservare attentamente la realtà del nostro mondo e non ci hanno portati a vivere ciò che ne consegue, a cosa sono serviti?

Nell’omelia padre Edoardo riprende e continua la riflessione sulla missione, commentando il vangelo domenicale.

Quando nel Vangelo si legge  “in quel tempo” non ci riferisce solo all’epoca storica in cui visse e predicò Gesù, quel tempo è anche oggi, la Parola è attuale. Gesù ha parlato ai suoi discepoli, ma parla con le stesse parole anche ai discepoli di oggi, che siamo noi che, pur con tutte le nostre incoerenze e fatiche, lo conosciamo e desideriamo seguirlo.

“Non temete gli uomini”. Nella missione non bisogna avere paura degli uomini, perché “non c’è nulla di nascosto che non debba essere svelato”. Ciò è vero in quanto nulla può rimanere segreto per sempre, ma in particolare perché il persecutore che ha dentro un segreto, quando è provocato nella sua ragione, può attivare la sua coscienza e, prima di quanto si creda, può iniziare un cammino.

Gesù ci chiede un atto di fiducia nell’uomo, pertanto chiediamogli che ci mandi e che noi ci lasciamo mandare.

                                                                                                           Paola Mussio