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INCONTRO LAICI VERNIANI
Copreno, 22 gennaio 2006 Il cambio di data dell’incontro del mese di gennaio, dovuto al blocco del traffico deciso dalla regione Lombardia, se da un lato ha impedito a padre Cerrato di essere presente, da un altro punto di vista ha dato la possibilità alla famiglia verniana di festeggiare insieme la festa liturgica della famiglia. L’incontro è stato guidato da suor Maria Giuseppina. Esso è stato incentrato sulla figura di madre Antonia Maria Verna e animato nelle preghiere dal gruppo di Lurago. Suor Maria Giuseppina ha consegnato ad ogni convenuto, chiamandolo per nome, un fascicolo, che nel tempo si completerà inserendo via via i messaggi verniani. Alla fine esso conterrà 33 messaggi. Essere chiamati per nome, alzarsi e ricevere il fascicolo, è stato più di un gesto simbolico. Ha significato dimostrare in prima persona la propria presenza e partecipazione al ritrovo, essere convinto di essere chiamato singolarmente alla condivisione del carisma, sentire intorno a sé la presenza della famiglia verniana. La copertina del fascicolo è già essa stessa una lezione di vita. Presenta la fotografia del Cervino, la cui vetta può essere raggiunta a partire dal lago glaciale che si intravede ai suoi piedi, inerpicandosi lungo una strada sempre più ripida e stretta. Il titolo è un programma: “Messaggi verniani: - sulla via della vita –“. Le tappe indicate lungo il sentiero sono quelle che hanno scandito le scelte della fondatrice: 1773: la nascita; 1788: la scelta vocazionale, fatta a soli quindici anni; 1804: la scelta di far riconoscere la sua comunità dall’autorità civile; 1823: la scrittura delle regole di vita; 1828: la professione religiosa e l’apertura del primo capitolo generale; 1835: l’approvazione diocesana delle congregazione religiosa; 1838: la morte terrena per la nascita al cielo di madre Antonia Maria Verna. Consegnando il fascicolo suor Maria Giuseppina ha detto a ciascuno di avere come modello la fondatrice per essere e fare nella propria vita come Lei. I messaggi verniani sono quindi un dialogo d’amore. Dialogo, non un’istruzione, ma un confronto un “logos” a due. Ecco il motivo per cui ogni messaggio è costituito da due cose: 1) una proposta, cioè la descrizione di dove e come è vissuta madre Antonia; 2) un’interpellanza, cioè una domanda su come tu laico vivi la proposta.
Aprendo il fascicolo ecco catturare lo sguardo curioso del lettore la bella immagine di madre Antonia, quella nota a tutti, che la rappresenta intransigente, seria e buona secondo le usanze del tempo. Intransigente, perché convinta della bontà della sua vocazione, seria, perché responsabilmente coerente alla chiamata, buona, perché sempre aperta e disponibile ad accogliere chi a lei si rivolgeva e a sopportare malignità, umiliazioni e soprusi.
Primo messaggio: Il tempo Il tempo in cui è vissuta madre Antonia, è un tempo vicino ai nostri giorni, se confrontiamo la situazione spirituale delle due realtà. I sintomi della cristianizzazione di allora sono visibili anche oggi, sebbene con aspetti diversi. Questi sintomi hanno stimolato il carisma di quella venerata giovane. Antonia Maria risponde alle sfide del suo tempo: - studiando la situazione per conoscerla; - individuando le possibilità di azione per intervenire; - scegliendo di agire con l’offerta della propria vita, donata per sempre; - lavorando instancabilmente “a gratis” con un aiuto ablativo. E noi? - Quale attenzione poniamo nell’individuare le sfide del nostro tempo? - Quale generosità investiamo nel rispondervi con gratuità e gioia?
Secondo messaggio: Le origini La dinastia di madre Antonia è caratterizzata da 3 P: era povera, pulita, potente. - Era povera, perchè contadina; - Era pulita, perché apparteneva a gente onesta, schietta, sincera, che guadagnava il pane con il lavoro; - Era potente perché ricca di fede. E noi? - Abbiamo chiare le nostre origini di laici verniani? Riscoprire le nostre origini significa: § ritrovare le ragioni di fondo che motivano il nostro essere laici verniani nella Chiesa e nel mondo; § individuare le caratteristiche che più ci abilitano”come Maria e in Maria a far nostra la carità salvatrice di Cristo in una disposizione di apertura verso le necessità dei fratelli” (Statuto, 2) § rivisitare la genealogia verniana che ci pone alle soglie del mistero di Dio. Il fascicolo si chiude con l’immagine degli splendidi e frondosi alberi secolari della Villa Maria Immacolata di Copreno, per ricordare il luogo di origine dei laici (era il 27 ottobre 1996), che i laici appartengono al grande albero verniano e di esso sono rami frondosi che si distendono dal tronco in tutte le direzioni, così come si stanno diffondendo nelle diverse province d’Italia e nei diversi continenti.
La messa ha seguito la liturgia della domenica della famiglia. L’omelia ha riguardato il tema. Partendo dal vangelo il celebrante ha detto che la Parola del giorno consegna ai laici, come Chiesa i tre pilastri del matrimonio sacramento: 1) l’unità; 2) la fecondità; 3) l’indissolubilità. L’unità: significa un solo uomo e una sola donna, perché il tutto di sé lo si può dare solo a una persona. Da qui deriva il valore della fedeltà. La fecondità va vissuta a tre livelli: a) donando la propria originalità per arricchirsi vicendevolmente; b) essendo chiamati al grandissimo compito della procreazione responsabile; c) aprendosi alla dimensione caritativa, come Dio ha amato la Chiesa. L’indissolubilità significa per sempre, perché l’amore contiene in sé una prospettiva di eternità.
Nel pomeriggio, dopo la recita del rosario e la presentazione del secondo messaggio, si passa alla vita dell’associazione. La signora Giudici e Mario riferisco dell’incontro avvenuto a Roma dal 2 al 5 gennaio, al quale hanno partecipato i responsabili a vari livelli dei laici. La conclusione del preciso resoconto è: la logica del dono segni tutta la nostra vita.
Prossimo incontro domenica 26 febbraio 2006 a Copreno. L’animazione religiosa del prossimo incontro è delegata al gruppo di Milano.
Dopo il vespero ha termine l’incontro. Paola Mussio
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