ASSOCIAZIONE   LAICI   VERNIANI

LAICI CHE VIVONO IL CARISMA  DI MADRE ANTONIA MARIA VERNA, FONDATRICE DELL'ISTITUTO

DELLE SUORE DI CARITA' DELL'IMMACOLATA CONCEZIONE DI IVREA

INCONTRO LAICI VERNIANI

 

Copreno, 27 novembre 2005

Le scelte regionali riguardo l’inquinamento hanno imposto lo slittamento dell’incontro di novembre. Le vie del Signore sono infinite e sempre studiate per il bene dell’uomo!

Ci incontriamo il 27 novembre. Non è una data qualsiasi, è un anniversario, un significativo anniversario: infatti oggi si festeggia il 170° anno della fondazione della Congregazione, 1835 – 2005.

……e non solo, in questo mese, 20 novembre, si è festeggiato il 15° anniversario di fondazione delle missionarie di carità, oggi presenti per l’occasione all’incontro e il 10° anniversario (27 ottobre1996) di fondazione dei laici verniani (il tema  del primo incontro trattato dal padre francescano F. Bravi era stato: “La partecipazione dei laici al carisma degli istituti religiosi”).

 

Oggi la meditazione è tenuta da don Paolo, il parroco della parrocchia di san Luca, alla quale fa riferimento la comunità dell’Istituto San Giuseppe di Milano. Tema dell’incontro è: Educare è sostenere l’inesausta ricerca di Dio.

Don Paolo pone al centro della riflessione la Parola di Dio, facendo riferimento al brano evangelico di Matteo 19, 16-22, noto come “il giovane ricco”.

Nel brano si apre con  una domanda da parte del giovane, alla quale Gesù risponde con una frase misteriosa. Segue l’elenco dei comandamenti, detti da Gesù in modo incompleto e disordinato, a significare che per Lui non hanno senso se sono presi come un elenco di norme da rispettare. Poi Gesù conclude dicendo: “Se vuoi essere perfetto, vieni e seguimi.”

Per lungo tempo questo brano è stato male interpretato, come se la perfezione potesse essere solamente alla portata dei religiosi e delle religiose, neppure dei sacerdoti, perché anche loro non fanno il voto di povertà.

Gesù non fa invece distinzione tra gli uomini, Egli chiama alla perfezione tutti. La perfezione è indispensabile per tutti i battezzati.

La risposta che Gesù dà al giovane è: “Non interrogarmi su ciò che devi fare, ma interrogami su ciò che è Dio.”

Entrare ne Paradiso è già possibile durante la vita, se si cerca nella verità Dio. Solo quando lo ritrova si è in grado di osservare le regole, i comandamenti. Allora quando si fa un esame di coscienza bisogna domandarsi se il fatto di osservare i comandamenti, garantisce il nostro essere giusti.  Infatti l’osservanza della legge non basta per essere figli del Padre “buono”. Cristiano non è chi non fa del male agli altri, ma chi fa del bene. Questa è la conversione che viene richiesta ad ogni battezzato, quindi per fare un buon esame di coscienza bisogna passare dal cosa ho fatto di male, a quanto ho amato il prossimo. Il criterio del cristiano non è la norma, bensì l’amore.

Il cristianesimo non toglie nulla all’uomo, ani dà. Se la regola è imposta dall’esterno, essa è vissuta come qualcosa che ostacola la libertà, ma se si capisce il suo valore profondo, richiama al senso di responsabilità personale, al senso del dovere, quindi vissuta come liberante in quanto consente di amare l’altro.

Per educare non basta inserire nel contesto educativo delle regole, occorre favorire lo sviluppo  della percezione che ogni regola salva la libertà personale e garantisce la libertà dell’altro.

Se si accetta la regola in sé si è nella condizione di Adamo ed Eva, che rispettavano l’albero del bene e del male, come sapienza pagana; ed è bastato che il tentatore li suggestionasse, per cadere preda del desiderio, della curiosità, della sperimentazione, del peccato.

Come un bambino guarda alla mamma per rispondere ad un estraneo che lo interroga, così il cristiano deve guardare a Cristo per rispondere alle molteplici domande del mondo che lo provocano e lo interrogano.

Per conoscere se stessi, si ha bisogno degli altri. Il nostro vero bene lo scopriamo guardando gli altri alla luce della Parola di Dio. L’obbedienza a Dio è il nostro vero bene, perché Lui sa ciò di cui noi abbiamo bisogno.

In conclusione educare non è dare solo regole, ma aiutare l’altro a percepire lo sguardo di Dio, che è sguardo di speranza.

L’Immacolata, che tra poco celebreremo nella sua santità, è santa, contrariamente al pensiero comune, in quanto persona piena di passioni e di desideri. Il cristiano è una persona bella nel momento in cui vive con la sua persona le virtù umane. Ciò che ha salvato Maria è che passa le sue passioni attraverso lo sguardo di Dio e poi agiva di conseguenza. Ecco perché non ha mai commesso peccato. Maria è Immacolata perché ha sempre percepito la presenza di Dio nella sua vita.

La meditazione si conclude con un breve dibattito, dove vengono sottolineati i passaggi che hanno maggiormente lasciato un segno, uno stimolo per continuare la riflessione individualmente.

 

Durante la messa, nell’omelia, don Paolo rimarca l’esortazione di Gesù riguardo la veglia. Due sono i significati del vegliare: il primo è la raccomandazione che fa paura, bisogna vegliare, perché ci sarà per ciascuno e per tutti un giudizio; il secondo è un annuncio di gioia, di speranza, il Signore verrà.

Due significati: fa il bene, perché alla fine ci sarà un giudizio, veglia, perché la tua vita è già salva. Questa grande speranza sorregge l’educare e l’educarsi. Educare è quindi proporre la salvezza, non tanto con le parole, ma con la testimonianza della propria vita, così come ha fatto il Papa Giovanni Paolo II. Egli è stato ammirato dal mondo anche nel suo ultimo tempo di malattia, di sofferenza fino alla morte, perché non ha mai ceduto alla disperazione, in quanto la sua vita era legata alla Verità.

 

Nel pomeriggio, dopo la recita del Rosario, suor Maria Giuseppina ha letto il Decreto alla luce delle beatitudini. La Chiesa riconoscendo madre Antonia fondatrice, la riconosce tre volte madre: delle suore, delle missionarie, dei laici.

Come madre Antonia ha ricevuto il decreto in compagnie delle sue consorelle, lodando e benedicendo Dio, così deve essere oggi della sua famiglia: unita nella lode e nel ringraziamento; e come non c’è unità naturale migliore che non la famiglia, pur nella specificità dei suoi membri, così deve essere la famiglia verniana, unita nel carisma, vissuto nella specificità della propria vocazione, religiosa, missionaria, laica.  Infatti, quanto più le specificazioni sono autentiche, tanto più si contribuisce e si costruisce l’unità.

 

Vita dell’associazione

Mario ed Anna, responsabile regionale, danno alcune direttive per meglio organizzare e vivere gli incontri.

Viene fissato un calendario per l’animazione religiosa degli incontri, che è affidata ai singoli gruppi.

Ø      29 gennaio 2006 Lurago d’Erba;

Ø      15 febbraio 2006 Milano;

Ø      30 aprile 2006 Crevalcore;

Ø      11 giugno 2006 Busto.

 

Nel Consiglio generale tenutosi poco tempo fa a Roma si è ottenuto che tra febbraio e marzo il Presidente incontrerà il cardinale Saraido, proposto alle beatificazioni, per conoscere la posizione inerente la beatificazione della fondatrice.

 

Dal 2 al 5 gennaio a Roma si svolgerà il Congresso di formazione per i responsabili dei gruppi. Il congresso sarà seguito da Padre Velasio.

 

L’Argentina ha fatto pervenire alcuni progetti di sostegno e aiuto. Il nostro gruppo si farà carico di due progetti, piuttosto ambiziosi:

Ø      L’amore non finisce mai. Questo progetto prevede la ristrutturazione di un ambiente che funge da cappellina e serve anche per alte attività. Perciò occorre rimodernare il mobilio, acquistare materiale scolastico. Infine intervenire per migliorare l’alimentazione dei bambini.

      Costi previsti 9143 pesos argentini = 2660 €

Ø      Un sorriso migliore. Questo progetto prevede il miglioramento di uno studio dentistico per renderlo attrezzato e igienicamente accettabile.

Costi previsti 6000 pesos argentini = 1745 €.

Il denaro raccolto sarà dato all’economa generale che lo dirotterà in Argentina. <Da parte loro le comunità argentine relazioneranno e dimostreranno come hanno utilizzato i fondi ricevuti.

 

Si raccomanda ai singoli gruppi di creare un tempo di preghiera in preparazione del rinnovo della promessa che avverrà il giorno 8 dicembre.

 

Da ultimo viene consegnata una scheda da restituire compilata in ogni sua parte riguardante i dati personali, al fine di poter raggiungere tutti e per una più profonda conoscenza di ciascuno.

 

Con lo scambio degli auguri, l’incontro ha termine.

                                                                                                                                Paola Mussio